0 amministratori
0 utenti
1 ospiti
Come cittadini desideriamo manifestare la nostra preoccupazione per l'ipotesi di una centrale a biomasse da realizzarsi a Gallicano, e per le voci di progetti analoghi nel nostro comune.
Crediamo che la valle vada considerata come una unità territoriale, con una vocazione alla eccellenza ambientale, alimentare e turistica. E le scelte di ciascun comune hanno inevitabilmente ripercussioni sulla qualità della vita e sulla salute di tutti. Per questo è importante che la cittadinanza venga informata delle intenzioni delle amministrazioni.
Il 3 ottobre si è tenuto a Barga un incontro con Nadia Simonini e Maurizio Bacchini che si occupano da anni di problematiche ambientali a Gallicano. Si è cercato di comprendere meglio i diversi aspetti del problema.
Tra i punti emersi:
* La nostra valle, anche a causa della sua conformazione geografica, è particolarmente sensibile alle emissioni inquinanti ed è già in una condizione critica per i vari impianti industriali esistenti. Studi recenti confermano una situazione di mortalità anomala e l'aumento dell'incidenza di determinate patologie.
* Il Piano di Indirizzo Energetico Regionale indica le zone metanizzate (come i comuni di Barga e Gallicano) come non adatte per l'installazione di centrali a biomasse. Queste producono emissioni di varia pericolosità, a seconda della modalità di funzionamento e delle dimensioni dell'impianto. Conducono ad un miglioramento della situazione ambientale solo se sostituiscono centrali più inquinanti.
* La possibilità di alimentare centrali di questo tipo con risorse locali ci sembra piuttosto limitata. Occorre evitare lo sfruttamento selvaggio delle nostre foreste che sono una ricchezza del territorio.
* Le centrali a biomasse sono economicamente invitanti per comuni e privati solo a causa degli incentivi attualmente previsti. In mancanza di questi ultimi è elevato il rischio che vengano convertite in inceneritori.
* Emerge chiaramente la necessità di informare e coinvolgere maggiormente tutta la cittadinanza, anche alla luce delle troppe e disparate voci che circolano a diversi livelli sul problema.
* Eventuali progetti, anche solo in fase di studio, dovrebbero essere discussi pubblicamente e analizzati con il contributo di esperti non di parte
Il momento per pensarci è questo

Quanto dichiarato recentemente da un alto dirigente della Lucart a proposito della mancata realizzazione del progetto inceneritore Lucart, ritirato dalla stessa azienda il 29 settembre 2009, ha davvero dell'incredibile ed è davvero scioccante.
Il Comitato Ambiente Diecimo-Valdottavo rigetta al mittente le parole poco convincenti, e precisa che il "cosiddetto comitato" non è altro che l'espressione della popolazione che si è opposta per oltre sei anni alla realizzazione di un eco-mostro; anche il risultato di un' inchiesta pubblica prevista dalla legge e condotta e guidata da esperti di chiara fama ha smontato le teorie sostenute dal progetto aziendale e ribadito come il sito di Diecimo fosse completamente inadatto ad ospitare una fonte emissiva di tale entità e qualità.
In quanto agli inceneritori di ultima generazione, ovvero costruiti secondo le cosiddette B.A.T (Best Available Technologies) come si sottolinea nell'intervista, non sono altro che “specchietti per le allodole”, buoni solo per chi ci vuole credere: la realtà è ben diversa da quanto prospettato.
Per esempio, non esistono assolutamente filtri che captino e trattengano in continuo le famigerate nanoparticelle, responsabili di gravi patologie.
Ci interroghiamo inoltre circa la diversa applicazione che la Francia darebbe, secondo il suddetto dirigente, alla stessa legge di fonte europea: in questo modo infatti la Francia diventerebbe il paese del permessivismo più totale.
Risulterebbe invece che proprio la Francia, su sollecitazione di diversi ordini dei medici, abbia messo in atto una vera e propria moratoria sulla costruzione di nuovi inceneritori, dopo che nella catena alimentare si è evidenziata una quantità tale di diossina da compromettere l'esportazione della carne.
Non si può comunque pretendere che l'azienda, elemento produttivo di notevole importanza sul territorio (e nessuno lo nega), possa per proprio profitto andare contro la volontà della popolazione che è sovrana sul proprio territorio, e farle pagare scelte aziendali opinabili, ovvero privatizzare i profitti e socializzare le perdite siano esse di natura finanziaria o in termini di salute.
Infine, riguardo ai riferimenti agli enti preposti alle autorizzazioni, “colpevoli” secondo l'articolo di aver dato ascolto ai cittadini che per sei anni non mai smesso di lottare per la propria salute e per il proprio territorio, si fa presente che i suddetti Enti hanno rispettato la volontà popolare ed i risultati dell'inchiesta pubblica.
Nell'intervista peraltro non si legge niente riguardo alla salute ed al rispetto per l'ambiente, ma solo di mancati profitti.
La popolazione sarà quindi ben vigile per il futuro, affinchè non si ripeta ciò che si tentò di fare con lo scellerato progetto del 13/08/2003: le aziende sono necessarie, ma il loro sviluppo deve essere sostenibile e non bisogna mai barattare la salute con il profitto.
Comitato Ambiente Diecimo-Valdottavo

Bocciata dal TAR l'autorizzazione, rilasciata dalla Provincia di Lucca in collaborazione col Comune di Gallicano, per l'impianto a biomasse di Gallicano
testo della sentenza

Riportiamo integralmente un intervento del Dott. Daniele Venturini, relativo al progetto di costruzione di un impianto a biomasse in località Zinepri di Gallicano
Il 13 agosto 2011, alle ore 10.30 si è tenuto in Gallicano, il consiglio straordinario convocato dalle minoranze di cui faccio parte, in merito al progetto di costruzione di un impianto a biomasse in località Zinepri di Gallicano.
Chi scrive è da sempre contrario alla costruzione di questo impianto per un semplice motivo: la Valle del Serchio è satura! Infatti vi sono molteplici attività produttive che inquinano e rendono l’aria non proprio pulita come ci vogliono far credere. In questo senso va contestualizzata la mia contrarietà all’impianto a biomasse in argomento. Il dibattito è iniziato con la lettura della richiesta di convocazione del consiglio. Sono seguite le risposte del Sindaco Maria Stella Adami e del Vice Sindaco Egidio Nardini, a dire il vero per quanto mi riguarda , non soddisfacenti. Ho preso la parola come consigliere di “Gallicano Concreta e Solidale” e ho posto l’attenzione su due punti, a mio parere fondamentali, rispetto a tutta la vicenda, che si possono riassumere così: primo la mancata disponibilità del terreno (piazzale di proprietà del comune), al momento della richiesta di rilascio dell’autorizzazione da parte del A.U: della società Feu de Bois. Requisito imprescindibile per ottenere la predetta Autorizzazione. Secondo punto, la cessione a trattativa privata di un bene di proprietà comunale senza alcuna evidenza pubblica e senza la valutazione di offerte concorrenti. A mio parere sono due argomenti molto importanti i quali sono stati anche rilevati dal legale dei Comitati, che ha inviato una lettera di diffida al Comune di Gallicano e successivamente anche alla Provincia di Lucca. E’ altresì in corso un ricorso al TAR della Toscana presentato dai predetti Comitati contro la costruzione dell’impianto.

Pubblichiamo un estratto da pag. 50 del Documento di Programmazione Economica e Finanziaria (DPEF) 2012 della Regione Toscana, allegato A:
"Distretto cartario
Azioni per la seconda metà dell’anno 2011 e per l’anno 2012
Per quanto riguarda la gestione dei rifiuti occorre favorire il corretto smaltimento degli scarti industriali delle cartiere (scarti da pulper e fanghi industriali) individuando le più adeguate ed efficienti tecnologie. In tal senso, tra il 2011 ed il 2012, è necessario l’avvio, attraverso apposite intese, di un percorso teso a mettere in condizione le aziende del distretto di realizzare gli impianti adeguati: uno o due impianti per il trattamento termico del pulper nella Piana di Lucca e nel distretto della Valle del Serchio; impianti per il trattamento legato al recupero dei cicli tetrapack e fanghi di cartiera."

Sono a disposizione per il download i seguenti documenti:
Rapporto sullo stato di salute delle popolazioni residenti nell'area della Valle del Serchio
Profilo demografico della Valle del Serchio